Luigi Pirandello
Luigi Pirandello è il grande scrittore siciliano per antonomasia: autore di opere teatrali e di narrativa che hanno lasciato un segno profondo nella letteratura italiana contemporanea, fa dell’ironia e del paradosso dell’identità, il tema principale della sua intera produzione letteraria.
Cenni biografici
Pirandello nasce nel 1867 ad Agrigento e muore a Roma nel 1936, nel 1934 viene insignito del premio Nobel per la letteratura. Fra la sua vastissima produzione si contano soprattutto testi teatrali, infatti fu principalmente drammaturgo, e opere di narrativa come “Il fu Mattia Pascal”, ambientato fra la Sicilia e Roma, i due luoghi centrali della vita stessa dell’autore. Ha scritto anche molti saggi tra cui il più famoso è “L’umorismo”, una sorta di manifesto dell’ideologia che sovrasta la sua intera produzione letteraria, che sia prosa, teatro o poesia.
Il pensiero
Tutta la produzione di Pirandello ruota attorno alle questione dell’io, un’identità che non è mai una sola e che si trova divisa tra l’essere e l’apparenza. In un modo o nell’altro i personaggi delle sue storie sono sempre attori che si trovano a recitare uno o più ruoli all’interno della società che glieli impone. Anche quando tentano di sfuggire al loro destino i personaggi si trovano di nuovo imbrigliati in un nuovo ruolo e alla fine non resta loro che una rassegnata accettazione, come ne “La patente”, in cui un uomo che non riesce più a vivere a causa della nomea di iettatore si reca da un giudice per chiedere una patente che attesti questa sua “qualifica”, o in “Liolà”, dove il giovane protagonista, con la fama di donnaiolo, accetta di prendersi cura di un bambino non suo poiché ormai la società gliene ha imputato la paternità. Altre volte invece il personaggio sfrutta ironicamente la maschera a proprio vantaggio, per tornaconto personale o semplicemente per divertirsi alle spalle di coloro che lo circondano, come nell’“Enrico IV”.
Collaborazioni
Le collaborazioni più fortunate furono senz’altro quelle con Eduardo De Filippo. Grazie al rapporto con Pirandello il drammaturgo napoletano si liberò del regionalismo verista per espandere gli orizzonti a considerazioni di natura universale.
Immagine: matttilda – Fotolia