25 anni anni di SMS: ecco come i “messaggini” si sono evoluti fino ai giorni nostri

Andrea Centorrino

Il mondo delle telecomunicazioni non può fare a meno di celebrare il 25° anniversario dello SMS (dall’inglese Short Message Service), il primo servizio di messaggistica su rete cellulare della storia. Il 3 dicembre 1992, infatti, l’ingegnere britannico Neil Papworth inviò a Richard Jarvis (su rete Vodafone, da computer a cellulare) il primo messaggio di testo, che recitava un quantomai appropriato “MERRY CHRISTMAS“.

È difficile, in questi contesti, inviare messaggi che passino alla storia per il loro contenuto (si pensi alla prima telefonata fatta da Bell al suo assistente nel 1876: “Venga qui Watson, per favore. Ho bisogno di lei!“), ma la valenza tecnica è innegabile.

La standardizzazione della tecnologia dietro gli SMS è iniziata fra il 1984 ed il 1985, durante la creazione del sistema di telecomunicazione senza fili di seconda generazione, ovvero il GSM. Il funzionamento dello standard è stato fissato nel gennaio del 1991, ad opera di Kevin Holley all’IEE Colloquium:

Il servizio punto-punto a Terminazione Mobile permette la trasmissione di brevi messaggi ad un sistema GSM. Un messaggio contenente massimo 160 caratteri viene generato e trasferito dal Centro Servizi al Gateway SMS, che ha il compito di trovare la cella che serve il sistema GSM di destinazione e di trasferire il messaggio.

Il primo SMS inviato da cellulare a cellulare, invece, risale all’inizio del 1993, per merito di uno stagista Nokia. Sono dovuti passare però ancora alcuni anni (ovvero fra il 1995 ed il 1996) prima che il servizio diventasse fruibile fuori dai laboratori: serviva la migrazione dai TACS (sistemi analogici e privi di scheda SIM, legati ad abbonamenti) ai GSM (sistemi digitali che hanno rivoluzionato il mondo della telefonia con le SIM ricaricabili).

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Da quel momento, la crescita è stata continua, grazie anche ad alcuni costumi e tecnologie accessorie che hanno favorito, e di conseguenza incentivato, la scrittura dei cosiddetti “messaggini”. Il limite dei 160 caratteri ha portato alla creazione di un linguaggio compresso, in cui le parole subivano un trattamento “da codice fiscale” (dv 6, qnd c ved?, ecc.). Anche quando i telefoni cellulari hanno introdotto il supporto alla concatenazione dei messaggi, tale linguaggio, per limitare i costi, è rimasto immutato.

Un altro step importante è stato rappresentato dall’introduzione del T9 nel 1999, grazie al Nokia 7110: fino a quel momento, la scrittura consisteva nel premere più volte i 10 tasti numerici fino all’inserimento della lettera voluta; con questo nuovo software, bastava premere una volta i tasti corrispondenti alla lettera desiderata. Comparando le combinazioni dei tasti premuti con un database, l’algoritmo avrebbe restituito la parola voluta (in caso di corrispondenze multiple, avrebbe chiesto all’utente di scegliere).

L’evoluzione dello standard SMS è passata dalla multimedialità, con l’introduzione, nei primi anni del 2000, degli MMS (Multimedia Messaggio Service), con i quali, oltre al testo, era possibile inviare foto, brevi video ed audio. I limiti tecnici dei terminali e l’alto costo per l’invio dei messaggi ne hanno però frenato la diffusione capillare, almeno in Italia: in Europa, il mercato più florido per questo tipo di messaggi è stato la Norvegia, che nel 2008 ha fatto registrare un tasso di penetrazione dell’84%.

Il picco nello scambio di SMS a livello globale si è avuto, probabilmente, sempre nel 2008, anno in cui si è registrato uno scambio di circa 4.100 miliardi di messaggi scambiati. Da quel momento, complice l’avvento degli smartphone, la cifra è andata diminuendo di anno in anno, fino ad arrivare a 6,6 miliardi nel 2016. Le ragioni sono da ricercare nell’esplosione di servizi come WhatsApp, Facebook Messenger, Skype, Viber, WeChat e tanti altri, che permettono l’invio gratuito (al netto del costo della connessione dati) non solo di testo, ma anche di foto, video e note vocali.

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Oggi sono pochi gli operatori che nelle offerte ricaricabili “tutto incluso” offrono anche gli SMS, ed offerte come la Christmas Card, che 10 anni fa permetteva di fare gli auguri a chiunque, sono state soppiantate da offerte per evitare di consumare le soglie dati. Il servizio SMS è stato dato per spacciato spesso negli ultimi anni, ma il suo legame a doppio filo con la tecnologia GSM gli garantirà ancora qualche anno di vita, almeno fino all’implementazione dei Rich Communications Services. Utilizzate ancora gli SMS? Quando avete mandato il primo/ultimo? Fateci conoscere le vostre esperienze ed i vostri ricordi nei commenti!

Via: DDay.it, Wikipedia

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