5G, Cina in pole position ma pesa la censura del web

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L’ambizione della Cina di guidare la corsa globale allle nuove reti 5G ha concrete possibilità di realizzarsi. Il paese asiatico diventerà quindi, con ogni probabilità, il maggior mercato mondiale per i contenuti degli OTT nei prossimi cinque anni. Ma tutto questo sviluppo tecnologico porta con sé evidenti effetti collaterali, in primo luogo l’ostacolo della famigerata censura cinese. I controlli serrati del governo di Pechino nei confronti della produzione creativa e dei contenuti provenienti dall’estero sarà quindi il principale ostacolo alle velleità cinesi di diventare il primo mercato globale per gli OTT.

 

5G tempi e modi

La tecnologia 5G in Cina non sarà pronta prima del 2020, ma il suo sviluppo a livello nazionale è fra le priorità dell’agenda di governo.

Pechino gioca un ruolo di primo piano nello sviluppo degli standard globali tecnologici del 5G. Il governo ha inserito il 5G nel suo piano economico quinquennale e ha fissato appunto fra tre anni il lancio commerciale.

Il ministero dell’Industria cinese ha pubblicato un report l’anno scorso, secondo cui il mercato complessivo del 5G in Cina nel 2020 avrà un valore complessivo di 167 miliardi di dollari, pari al 3,2% del Pil nazionale. L’investimento complessivo dei tre maggiori carrier nazionali – China Mobile, China Unicom e China Telecom – raggiungerà 47,5 miliardi di dollari nel 2023.

Fra i vantaggi del 5G, la velocità del download che supererà fra le 10 e le 100 volte quella del 4G, consentendo di scaricare un film di due ore in alta definizione in 12 secondi.

 

Mercato degli OTT

Grazie alla velocità di trasmissione e all’ampiezza di banda garantita dal 5G, il mercato dei contenuti OTT è destinato ad esplodere nel paese asiatico. Secondo stime di CCS Insight e Jeffries, gli abbonati al 5G in Cina raggiungeranno quota mezzo miliardo nel 2022-2023 e rappresenteranno il 50% dei sottoscrittori globali.

In particolare, dal punto di vista economico il video streaming sarà di certo il driver principale dello sviluppo del mercato Ott in Cina. Secondo stime di PwC, a trarre i vantaggi maggiori sarà la produzione di contenuti locali, dai mini show allo sport, e crescerà anche la domanda di film holliwoodiani e contenuti stranieri degli OTT.

Le premesse e le potenzialità sono quindi rosee, ma i controlli e la censura cinese saranno un ostacolo molto serio allo sviluppo degli OTT nel paese asiatico. Basti pensare alle leggi assai restrittive su Internet approvate quest’estate, per il controllo dei contenuti online che circolano nel paese, un danno non da poco per i contenuti di produzione estera.

Contenuti politici e censure preventive dall’estero rischiano quindi di minare lo sviluppo del mercato degli OTT in Cina, dove peraltro il passaggio degli spettatori dai contenuti televisivi in chiaro al video streaming è in piena fase di crescita al ritmo del 20% all’anno per il prossimo quinquennio, secondo previsioni di Pwc, con ricavi per la industry stimati in 4,5 miliardi di dollari nel 2021. Gli abbonati a portali Svod (streaming video on demand) in Cina, aggiunge PwC, aumenteranno al ritmo di 180 milioni all’anno nei prossimi cinque anni.

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