Cambridge Analytica, il Garante Privacy incontra Facebook il 24 aprile ‘Chiarimenti sugli italiani coinvolti’

Il Garante Privacy, Antonello Soro, riceverà il 24 aprile Stephen Deadman, il vice responsabile privacy di Facebook per chiedergli conto dei dati dei 214mila italiani finiti illecitamente nei server di Cambridge Analytica. Il numero degli utenti del nostro Paese coinvolti nello scandalo è stato comunicato ieri dalla stessa società di Mark Zuckerberg e il Garante italiano non ha perso tempo e ha convocato subito il manager numero 2 che si occupa della gestione dei dati degli iscritti alla piattaforma.

Nell’ambito dell’istruttoria aperta nelle settimane scorse sul caso Cambridge Analytica, il Garante per la privacy italiano ha ricevuto le prime informazioni da Facebook, ma intende raccogliere ulteriori elementi per una piena valutazione del caso che ha visto coinvolti migliaia di cittadini italiani”, ha detto Soro.

 

Appena è scoppiata la vicenda lo stesso Soro ha lanciato un allarme: “Le media company, come Facebook, stanno cambiando la natura delle democrazie moderne: sono in grado di consigliarci sia il prodotto da comprare sia il partito da votare. È a rischio la libertà di scelta. Il potere dei dati è il potere assoluto nella nostra epoca”.

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E Facebook, come tutti gli Over the Top, conosce bene il valore dei dati degli utenti per questo motivo ad agosto 2016 ha iniziato la migrazione delle informazioni degli iscritti a Whatsapp (acquistata nel 2014) verso la piattaforma di social network “anche per finalità di marketing”.

La modifica della privacy policy è finita subito sotto la lente d’ingrandimento del Garante italiano per la protezione dei dati personali avviando un’istruttoria “che sta per concludersi”. E l’Autorità italiana ha ottenuto l’ok a discutere, nella riunione dei garanti privacy europei in programma la prossima settimana a Bruxelles, la sua proposta di estendere il mandato della task force, costituita appunto per il caso Facebook-Whatsapp, anche alla vicenda Cambridge Analytica.

Gli italiani coinvolti nel caso da lunedì 9 aprile saranno contattati da Facebook.

 

Dati di Whatsapp a Facebook, cosa hanno deciso Spagna e Uk?

300mila euro di sanzione sia per WhatsApp sia per Facebook. Con queste multe (le massime previste) l’Agenzia spagnola per la protezione dei dati (AEPD) ha concluso l’istruttoria aperta per verificare la legittimità della condivisione dei dati degli utenti spagnoli dell’app di messaggistica alla casa madre Facebook.

La decisione del garante spagnolo è opposta a quella adottata dal garante privacy Uk (Ico – Information Commissioner’s Office) che, invece, non ha sanzionato le due società perché si è fidata della dichiarazione di WhatsApp: “Nessun dato degli utenti britannici è stato trasferito a Facebook”. L’Ico, però, è riuscita a strappare un accordo pubblico a Whatsapp che si è impegnata a fermare la migrazione delle informazioni al social network fino al 25 maggio, poi “con l’entrata in vigore del Gdpr la condivisione dei dati con Facebook potrà avvenire per motivi di sicurezza, ma anche per motivi pubblicitari”.

Allora si può dire privacy salva?

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