Elezioni municipali a Cuba, La deriva euroscettica di Puigdemont, Brexit, Macron in Africa

Cuba, al via elezioni delegati municipali

27 nov 10:59 – (Agenzia Nova) – Si eleggono oggi a Cuba i delegati municipali che formeranno le assemblee del Potere popolare con un mandato di due anni e mezzo. Lo riferisce l’agenzia di stampa latinoamericana “Prensa latina”. Otto milioni di cubani sono chiamati al voto per la prima fase delle elezioni generali in cui saranno eletti 12mila e 515 delegati per lo stesso numero di distretti: integreranno le 168 assemblee comunali del Potere popolare. Il secondo turno si terra’ il 3 dicembre in quei distretti in cui nessuno dei due candidati superera’ la soglia del 50 per cento dei voti validi emessi. Il segretario della Commissione elettorale nazionale (Cen), Maria Esther Bacallao, ha commentato ieri alla televisione locale che dopo il test dinamico del 19 novembre e una settimana di preparativi “il paese e’ pronto per il voto”. Ha invitato i cittadini a manifestare la propria preferenza, anche nei casi di ballottaggio. L’esame accurato del processo elettorale e del conteggio dei voti e’ “ancora una volta la dimostrazione del nostro processo democratico e la partecipazione popolare”, ha detto Bacallao.

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Usa, il nuovo segretario alla Sanita’ e le incongruenze con il suo ex ruolo nell’industria farmaceutica

27 nov 10:59 – (Agenzia Nova) – Alex Azar, l’uomo che il presidente statunitense Donald Trump ha nominato a guidare il dipartimento per la Sanita’ e i Servizi umani, ha espresso preoccupazioni sugli alti costi delle prescrizioni mediche per molti cittadini. Lo riporta in quotidiano “New York Times”. Azar, un ex manager del settore farmaceutico, dovra’ questa settimana affrontare la commissione del Senato che si occupa di dare il via libera alla sua nomina e sara’ sottoposto ad un fuoco di fila di domande. I senatori democratici intendono rimarcare che Azar, nella sua precedente posizione presso la casa farmaceutica Eli Lilly, si e’ reso responsabile dei forti rincari dei prezzi dell’insulina e di altri farmaci, e che sembra improbabile, sostengono, possa essere in grado di ricoprire il ruolo di segretario al dipartimento. Azar, che ha 50 anni, si dovrebbe occupare di un dicastero che spende oltre un trilione di dollari l’anno nel fornire assicurazioni sanitarie ad oltre 130 milioni di cittadini Usa. Il prezzo dell’insulina, fondamentale per i diabetici, e’ triplicato negli ultimi dieci anni e, hanno fatto notare i democratici “se si vuole abbassare il costo dei farmaci, non si puo’ scegliere un ex manager farmaceutico a decidere della politica sanitaria” degli Stati Uniti. Trump ha ribadito piu’ volte che vuole prezzi dei farmaci piu’ bassi, ma per i democratici finora dalle parole non si e’ passati ai fatti e la nomina di Azar non aiuta ad aumentare la credibilita’ delle affermazioni del presidente.

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Usa, il Congresso si prepara allo sprint di fine legislatura

27 nov 10:59 – (Agenzia Nova) – Al rientro dai festeggiamenti del giorno del Ringraziamento, i parlamentari statunitensi devono affrontare una serie di fitte scadenze prima della fine della legislatura e le elezioni di mid-term, a novembre 2018. Lo ricorda il quotidiano “Wall Street Journal”. La prima riguarda la riforma fiscale. La Camera dei rappresentanti ha approvato il suo disegno di legge, il Senato dovrebbe varare la sua versione entro la prossima settimana e si prospetta che l’armonizzazione tra i due venga completata entro la fine dell’anno. In calendario c’e’ anche la questione dell’identificazione dei livelli di spesa per l’anno fiscale 2018 che termina il 30 settembre. Approvato l’accordo di bilancio i legislatori dovranno produrre, in alcune settimane, i dettagli della spesa. Il finanziamento governativo attuale scade il prossimo 8 dicembre, e’ quindi possibile che si debba procedere con un provvedimento tampone che copra il periodo restante fino al varo del provvedimento di spesa definitivo. Attualmente le spese militari sono fissate in 549 miliardi di dollari (460 miliardi di euro) per l’anno fiscale 2018, mentre le spese non militari si attestano a 516 miliardi (432 miliardi di euro). I due principali partiti potrebbero battagliare su questo tema, dove un accordo con i democratici e’ necessario per una fatto numerico di voti. Questi ultimi chiedono che, ad eventuali maggiori spese sul fronte militare, corrispondano proporzionate dotazioni finanziare anche per le spese non militari. L’agenda legislativa del Congresso sara’ meglio delineata il 28 novembre prossimo, quando il presidente statunitense Donald Trump si incontrera’ con i leader di entrambi i partiti in entrambe le Camere.

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Spagna, la “fuga antieuropea” di Puigdemont

27 nov 10:59 – (Agenzia Nova) – “L’Unione europea (Ue) e’ un club di paesi decadenti e obsoleti, in cui solo pochi comandano e sono legati a interessi economici sempre piu’ discutibili”. Lo ha dichiarato l’ex presidente della Generalitat Carles Puigdemont durante un’intervista alla televisione pubblica israeliana Canal 1 Kan ripresa dal quotidiano spagnolo “La Vanguardia”e pubblicata ieri anche da “El Pais”. Puigdemont segue cosi’ la scia degli euroscettici come Nigel Farage o Marine Le Pen e inizia a suggerire l’idea di un referendum sull’adesione della Catalogna all’Ue, una sorta di Brexit catalana. “Continuano a ripeterci che saremo fuori dall’Ue, ma chi dovrebbe prenderla questa decisione se non i cittadini catalani? Vediamo cosa dice la gente della Catalogna”. La deriva euroscettica di Puigdemont arriva, paradossalmente, durante la sua permanenza a Bruxelles, dove sta cercando di internazionalizzare la crisi tra la Catalogna e il governo spagnolo.

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Brexit, si infiamma la questione della frontiera dell’Irlanda del Nord

27 nov 10:59 – (Agenzia Nova) – Come se non bastasse lo scontro sul “conto” che la Gran Bretagna deve pagare per il suo divorzio dall’Unione Europea, ora a complicare ulteriormente le trattative sulla Brexit ci si mette lo status futuro della frontiera tra la Repubblica d’Irlanda e l’Ulster (l’Irlanda del Nord, che fa parte del Regno Unito; ndr): oggi lunedi’ 27 novembre ne parlano tutti i giornali britannici, dopo che ieri il ministro per il Commercio internazionale Liam Fox ha fatto capire di voler usare la questione come una carta contrattuale nei gia’ complicati negoziati Gb-Ue; il ministro ha detto di prevedere “gravi difficolta’” sulla contestata frontiera finche’ non sara’ stato raggiunto un trattato doganale tra l’Unione Europea e la Gran Bretagna. Questa e’ la posizione che il governo britannico ha espresso da tempo; ma secondo il quotidiano inglese “The Times” ora Fox e’ andato ben oltre, suggerendo che la disputa sulla frontiera inter-irlandese restera’ congelata finche gli europei non faranno concessioni sul futuro accordo commerciale complessivo post-Brexit con il Regno Unito: insomma, secondo tutti i commentatori, quello del ministro britannico e’ una sorta di “rilancio da poker” al veto che il premier il premier irlandese Leo Varadkar aveva minacciato di porre ad una possibile intesa sulla Brexit nel vertice dei capi di Stato e di governo dell’Unione Europea del 15-16 dicembre prossimo a Bruxelles, qualora la premier britannica Theresa May non si impegnera’ per iscritto a mantenere aperta comunque ed in ogni caso la frontiera tra la Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord (Ulster). Alle oggettive difficolta’ della disputa poi si sono aggiunti i venti di crisi che soffiano su Dublino: nella Repubblica d’Irlanda infatti queste sono ore decisive per i tentativi di evitare che la crisi di governo scoppiata negli ultimi giorni si avviti ed il paese vada ad elezioni anticipate. Domani martedi’ 28 novembre in Parlamento e’ in calendario una mozione di sfiducia presentata dall’opposizione contro la vice premier, Frances Fitzgerald, accusata di aver contribuire ad insabbiare uno scandalo di favoritismi e corruzione nella polizia. Quattro giorni di intensi negoziati tra i partiti di tutti gli schieramenti non hanno portato a nulla e ieri il premier Leo Varadkar pur di salvare la sua vice ed il suo governo di minoranza ha minacciato di convocare nuove elezioni nello spazio di poche settimane, forse addirittura alla vigilia del Natale: il suo calcolo apparentemente e’ che neppure l’opposizione voglia veramente questo esito e che quindi la mozione di sfiducia venga ritirata. La crisi politica a Dublino ha sorpreso i negoziatori dell’Unione Europea impegnati nelle trattative con il Regno Unito sulla Brexit, i quali al quotidiano britannico “The Financial Times” hanno detto di “non poter credere” che l’Irlanda “possa decidere di andare ad elezioni proprio in questo momento”.

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Francia, nasce il nuovo partito di destra alternativo a quello dei Re’publiains

27 nov 10:59 – (Agenzia Nova) – Ieri e’ stata annunciata la creazione di un nuovo partito di destra: “Agire, la destra costruttiva”. Una formazione composta da una ventina di deputati appartenenti al gruppo parlamentare dei “Costruttivi”, sostenitori della Re’publique en marche. “Le Figaro” spiega che all’interno di questa nuova famiglia politica ci sono molti repubblicani che hanno mantenuto la tessera del loro partito di appartenenza. Queste figure potrebbero pero’ essere espulse nelle prossime settimane. “Il nostro dovere e la nostra responsabilita’ sono quelle di essere utili e di fare di questo quinquennio una riuscita per la Francia” si legge nel testo fondatore, che esclude “ogni tipo di avvicinamento al Front National e si impegna a combattere la sua ideologia”. A una linea identitaria, euroscettica e autoritaria il nuovo partito oppone idee liberali sociali europeiste e innovatrici. I fondatori di “Agire” dicono di sentirsi “orfani di una destra moderna, riformatrice e moderata”. Tra i creatori di questa nuova famiglia politica c’e’ l’ex ministro repubblicano Frederick Lefebvre e Franck Riester. “Le Figaro” sottolinea la loro volonta’ nel “rosicchiare” spazio politico e trovare una posizione tra La Re’ublique en marche e i Repubblicani.

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Francia, il viaggio di Macron in Africa

27 nov 10:59 – (Agenzia Nova) – “Les Echos” parla del viaggio che il presidente Macron effettuera’ questa settimana in Africa. Il capo dell’Eliseo comincera’ oggi intervenendo all’universita’ di Ouagadougou, nel Burkina Faso. Macron parlera’ mercoledi’ al summit Unione africana-Unione europea che si terra’ ad Abidjan, in Costa d’Avorio. Tra i temi in agenda, quelli riguardanti la sicurezza e lo sviluppo, ma anche la situazione di alcuni pasi come lo Zimbabwe, con la speranza di attuare una transizione pacifica dopo le dimissioni dell’ormai ex presidente Mugambe. Il quotidiano economico sottolinea che la situazione del Togo sara’ uno dei temi che verranno discussi tra Macron e il suo omologo ivoriano, Alassane Ouattara. Fondamentale anche il rafforzamento dell’operazione del G5 Sahel, il dispositivo militare congiunto tra i paesi della zona sahelo-sahariana nato per migliorare la sicurezza nella regione e lottare al terrorismo. Sul piano dell’educazione, Macron ribadira’ gli impegni gia’ annunciati all’Assemblea generale delle Nazioni Unite in merito alla creazione di un fondo mondiale. Il prossimo febbraio si terra’ a Dakar un vertice franco-senegalese con l’obiettivo di raccogliere 3,1 miliardi di dollari per un periodo compreso tra i 2018 e i 2020.

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La Germania ha bisogno di un governo stabile

27 nov 10:59 – (Agenzia Nova) – La Germania e’ stata fortunata con l’ultimo presidente federale. Steinmeier non e’ in carica da lungo tempo, ma ha chiarito che la Legge fondamentale tedesca (la nostra Costituzione) e’ concepita per una politica costruttiva. Le elezioni dovrebbero svolgersi regolarmente e condurre a governi stabili. La massima non e’ “nuovo gioco, nuova fortuna”. La Germania e’ il piu’ grande e il piu’ forte da decenni Paese europeo. Al momento, il governo ha una capacita’ limitata di agire e sara’ cosi’ finche’ non ci sara’ un nuovo governo. Una capacita’ giuridica limitata, non prevedibile, in Germania compromette una politica sostenibile che si dirige verso la liberta’ e la prosperita’, la sicurezza e la soluzione pacifica non solo all’interno, ma anche in Europa. Ad esempio la gestione della Brexit. Si avvicina la fine della scadenza dei negoziati abbastanza difficili, cosi’ come sono delicate le relazione con la Francia. Li’, per la prima volta da almeno un decennio, c’e’ di nuovo un presidente che ha capito che cos’e’ l’Europa. Lo ha esposto in diversi discorsi, specialmente alla Sorbona, con molta forza, strategicamente fondati e collegati a proposte e iniziative concrete. L’amicizia franco-tedesca e’ vicina al suo cuore. La Germania sarebbe il suo partner piu’ importante, ma deve riprendere la sua capacita’ di agire. Ci sono anche cambiamenti globali: il declino relativo della potenza americana, l’ascesa della Cina, la globalizzazione con le loro merci e i flussi di denaro, la rivoluzione digitale tra cui la penetrazione digitale delle societa’, i cambiamenti climatici, la migrazione, il terrorismo islamico. La Germania ha bisogno di un governo stabile. Proprio come vuole la Legge fondamentale.

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Migrazioni, 31 rifugiati annegati al largo della Libia

27 nov 10:59 – (Agenzia Nova) – Almeno 31 migranti hanno perso la vita sabato scorso nel naufragio di due imbarcazioni avvenuto al largo della costa occidentale della Libia; tra le vittime ci sono diversi bambini. Secondo la Guardia costiera libica, sono state salvate 200 persone, poi trasferite nella capitale Tripoli. Secondo le informazioni, i rifugiati viaggiavano su due barche. Circa 40 persone risulterebbero ancora disperse. Secondo un portavoce le persone soccorse provenivano dalla Somalia, dal Ghana, dall’Etiopia, dalla Nigeria e dal Pakistan. La Libia e’ il principale punto di partenza per i migranti dall’Africa che tentano di attraversare il Mediterraneo verso l’Europa. I trafficanti spesso li portano su imbarcazioni insicure, anch’esse sovraccariche. La maggior parte delle persone sulle barche vengono prelevate da navi e portate in Italia. Quest’anno sono gia’ arrivati via mare 115.000 migranti. Circa 3.000 sono annegati durante lo stesso periodo nel tentativo di entrare nell’Unione europea. Il numero dei contrabbandieri intercettati dalla Guardia costiera libica prima che raggiungano le acque internazionali e’ aumentato. Il primo novembre c’e’ stato un incidente tra la fregata tedesca Mecklemburg-Vorpommern e la Guardia costiera libica a 50 miglia al largo dalla costa africana. Il capo della Guardia costiera libica, Abdalh Toumia, si e’ scusato per il “comportamento non professionale” dei suoi uomini, che hanno esploso alcuni colpi di avvertimento in direzione della fregata tedesca.

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L’aspirante premier italiano Luigi Di Maio avverte di non “punire” la Gran Bretagna

27 nov 10:59 – (Agenzia Nova) – Il leader del partito euroscettico italiano Movimento cinque stelle (M5s) ha affermato che la Gran Bretagna non deve “essere punita” per la Brexit: Luigi di Maio lo ha dichiarato in una intervista pubblicata ieri 26 novembre dal “Sunday Times”, l’edizione domenicale del quotidiano inglese “The Times”. “Secondo noi”, ha detto, “la Brexit non deve essere un motivo per punire la Gran Bretagna a causa della scelta che ha fatto: danneggiare il Regno Unito infatti”, ha spiegato, “danneggerebbe i nostri concittadini che vivono e lavorano in quel paese e le nostre aziende che fanno affari li’”. Alla Gran Bretagna, a suo parere, “deve essere concesso tutto il tempo necessario a gestire il percorso verso l’uscita” dall’Ue; dopo aver avuto parole di apprezzamento per la premier britannica, Theresa May, che nello scorso mese di settembre “e’ venuta a Firenze a dire che si prendera’ cura della comunita’ italiana che vive nel Regno Unito”, Di Maio ha aggiunto che “la nostra preoccupazione principale e’ di conservare ed accrescere gli storici legami commerciali e politici che legano la Gran Bretagna all’Italia”. Il 31enne candidato premier alle prossime elezioni politiche nell’intervista al “Times” ha anche voluto rassicurare gli altri paesi europei che l’arrivo al governo del M5s, che e’ in testa ai sondaggi, non “significhera’ un disastro” per l’Italia e per l’Unione Europea. Il M5s, gli ha ricordato il giornalista Michael Sheridan del “Times”, al Parlamento europeo siede insieme al partito britannico Ukip, che e’ all’origine del referendum sulla Brexit: Di Maio pero’ gli ha ribattuto rigettando l’etichetta di “populista” ed ha insistito che il suo movimento e’ un partito politico serio il cui obbiettivo e’ riformare l’Unione Europea, non uscirne; tuttavia ha avvertito che se la Commissione europea non dovesse allentare le politiche di austerita’ e varare un programma di spese per gli investimenti e la crescita, il M5s potrebbe essere costretto ad indire un referendum sull’uscita dell’Italia dall’euro. In sostanza il contenuto dell’intervista, secondo il giornale inglese, indica chiaramente che un’Italia governata dal M5s sarebbe piu’ flessibile sulla Brexit, si opporrebbe all’austerita’ finanziaria ispirata dai tedeschi e si distanzierebbe dalle aspirazioni di Francia e Germania per una Unione ancora piu’ stretta.

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