La Cina accantona la pianificazione familiare, Tensioni tra Gran Bretagna e Russia, Brexit, Il giuramento del cancelliere Merkel

Cina, Pechino accantona la pianificazione familiare

15 mar 11:00 – (Agenzia Nova) – Il governo cinese sta accantonando la burocrazia incaricata per anni di gestire la controversa politica nazionale del figlio unico, responsabile a lungo termine di squilibri demografici cui Pechino guarda con crescente preoccupazione, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione. Diverse agenzie governative verranno accorpate in un unico ministero nell’ambito del vasto processo di riorganizzazione istituzionale intrapreso dal governo; il nuovi dicastero archiviera’ anche la Commissione per la salute nazionale e la pianificazione familiare (Nhfpc), rilevandone le funzioni. Il nome attribuito al nuovo ministero – “Commissione per la salute nazionale” – evidenzia che pur rimanendo parte delle competenze del governo, la pianificazione familiare passera’ in secondo piano, quantomeno nella connotazione attribuitale per decenni dal Partito comunista. Stando alle direttive illustrate questa settimana durante l’annuale sessione dell’Assemblea nazionale del popolo, la nuova agenzia “gestira’ attivamente l’invecchiamento della popolazione”, ad esempio tramite lo sviluppo del settore dell’assistenza agli anziani – ancora inadeguato in quel paese – e la riforma del sistema sanitario, che attualmente opera oltre le proprie capacita’. Secondo Zuo Xuejin, ricercatore specializzato in economie demografiche dell’Accademia di scienze sociali di Shanghai, il piano illustrato dal governo cinese “significa che la pianificazione familiare intesa come politica macro-regolatoria e’ ormai entrata nei libri di storia”. Si tratta di un mutamento epocale, se si pensa che l’apparato di pianificazione familiare era giunto a impiegare in Cina mezzo milione di burocrati, e che specie nei suoi primi anni era stato accusato di brutalita’ come gli aborti forzati.

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Brasile, l’ombra della guerra commerciale cala sul prossimo Forum di Davos

15 mar 11:00 – (Agenzia Nova) – Il 2018 si prospetta un anno contraddittorio per l’America Latina, con ragionevoli prospettive di crescita economica e numerose incertezze sul futuro politico causate dalla guerra commerciale aperta dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dalle elezioni presidenziali previste in sei paesi, tra cui i giganti Messico e Brasile, oltre alla Colombia. Lo riferisce il quotidiano spagnolo “El Pais” che definisce cosi’ il contesto nel quale sta avendo luogo il Forum di Davos, ospitato quest’anno dal Brasile, che riunisce tra ieri e oggi diversi politici, uomini d’affari, opinion leader e rappresentanti del mondo accademico. Secondo il vicedirettore del quotidiano spagnolo, David Alandate, le false notizie e la disinformazione rappresentano una delle piu’ grandi minacce all’America Latina in un anno cruciale per il continente, con elezioni in tre delle sue maggiori economie. “Le democrazie, anche in America Latina, devono adottare misure protettive davanti a una macchina industriale che alimenta false notizie attraverso i processi democratici, con effetti disastrosi”, ha dichiarato Alandete.

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Usa, la nomina di Pompeo crea attesa per maggiore durezza col Venezuela

15 mar 11:00 – (Agenzia Nova) – La nomina di Mike Pompeo alla guida del Dipartimento di stato ha creato aspettative su un possibile irrigidimento degli Stati Uniti rispetto al governo venezuelano di Nicolas Maduro. Lo scrive il quotidiano di Miami in lingua spagnola “El Nuevo Herald” citando il parere di politici e diplomatici statunitensi all’indomani dell’uscita di Rex Tillerson a favore dell’ex direttore generale della Cia. A gennaio, ricorda la testata, Pompeo aveva detto in conferenza stampa che l’intelligence aveva appoggiato alcune delle sanzioni adottate nei confronti di Caracas. “Tillerson e’ stato assente sul tema del Venezuela”, ha detto John Feeley, fino a febbraio ambasciatore degli Usa a Panama. Il diplomatico si augura che Pompeo possa riaffermare la leadership, o per lo meno “il peso” della diplomazia a stelle e strisce su dossier importanti come Venezuela il rinnovo del Nafta e l’immigrazione. Su posizioni analoghe il senatore “latino” Marco Rubio. Nome di punta dei Repubblicani, Rubio “ha piu’ volte mostrato il suo disappunto” su come Tillerson e “il suo braccio destro, l’allora sottosegretario Thomas Shannon, hanno gestito il tema Venezuela”. Nel 2017, mentre a Washington si pensava a come punire Caracas per la decisione di delegittimare il Parlamento controllato dalle opposizioni, Shannon si riuniva in privato col ministro degli Esteri venezuelano, ricorda la testata. L’ufficio di Rubio segnala che il senatore spera, una volta ratificata la nomina, di “poter lavorare con Pompeo per promuovere gli interessi strategici degli usa nella regione e approcciare la crisi umanitaria in corso in Venezuela”. Passati in rassegna numerosi altri pareri sull’operato di Tillerson, la piu’ parte critici, l’articolo segnala come “probabile” la reazione negativa che potranno avere paesi come Venezuela, Nicaragua, Bolivia e Cuba, dinanzi alla nomina di Pompeo, soprattutto per il suo passato da titolare dei servizi. Ma al resto dei paesi, spiega l’ex ambasciatore in Paraguay James Cason “quello che interessa e’ vedere che c’e’ un ambasciatore incaricato, che si dia attenzione all’America latina e che i loro rappresentanti siano ricevuti al Dipartimento di stato, cosa che non stava succedendo con Tillerson”.

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Spagna, Rajoy si congratula con la Merkel e ne loda la leadership

15 mar 11:00 – (Agenzia Nova) – Il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha sempre avuto un ottimo rapporto con Angela Merkel, e non ha nascosto la soddisfazione per la sua nuova investitura a cancelliere della Germania. Lo riferisce il quotidiano spagnolo “Abc”, dando notizia dell’invio di un telegramma di congratulazioni da parte di Rajoy al cancelliere tedesco. “Ricevi le mie piu’ sentite congratulazioni in occasione della tua nomina a cancelliere della Repubblica Federale di Germania. Il rinnovamento della fiducia del popolo tedesco nella tua gestione e’ un segno inequivocabile della capacita’ di leadership e dell’efficacia dell’azione di governo”, ha scritto Rajoy nel telegramma nel quale si sottolinea inoltre il rafforzamento dei legami tra i due paesi, cosi’ come l’accordo strategico all’interno dell’Unione europea. Rajoy punta cosi’ all’indissolubile alleanza tra Spagna e Germania, insieme a Francia e Italia, per promuovere il progetto di integrazione europea nella nuova fase post Brexit.

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Brexit, Bruxelles concede alla Gran Bretagna la liberta’ di concludere da subito nuovi trattati commerciali con paesi terzi

15 mar 11:00 – (Agenzia Nova) – La Gran Bretagna sara’ libera di negoziare e firmare trattati commerciali con paesi extra Ue anche nel cosiddetto “periodo di transizione” della Brexit, durante il quale continuera’ a far parte del mercato comune e dell’unione doganale europei: lo rivela oggi giovedi’ 15 marzo il quotidiano “The Times”, riferendo che la Commissione europea si e’ ormai orientata ad accogliere la richiesta britannica in tal senso. Ufficialmente, spiega il giornale inglese, le linee-guida dell’Ue nei negoziati sulla Brexit prevedono ancora che la Gran Bretagna possa solo negoziare e concludere accordi commerciali con paesi terzi, ma che poi per firmarli e metterli in atto dovrebbe essere “autorizzata caso per caso dall’Unione Europea”; tuttavia, secondo il “Times”, il capo negoziatore europeo Michel Barnier si sarebbe convinto ad ammorbidire questa posizione e starebbe preparando una modifica alla bozza di accordo sul divorzio della Gran Bretagna che sara’ sottoposto all’approvazione del vertice dei capi di Stato e di governo dell’Ue in programma a Bruxelles per giovedi’ prossimo 22 marzo. La nuova bozza in preparazione, secondo il “Times”, concederebbe alla Gran Bretagna anche il diritto di portare eventuali controversie future con paesi terzi davanti al tribunale di Ginevra dell’Organizzazione mondiale per il commercio (Wto), senza dovervi essere rappresentata dalla Commissione europea come accade ora che e’ ancora paese membro dell’Ue. Tutto cio’, scrive il giornale britannico, e’ cruciale perche’ il ministro britannico per il Commercio internazionale, Liam Fox, possa tentare di utilizzare il periodo di transizione allo scopo di negoziare nuovi trattati con ciascuno dei 70 paesi che attualmente hanno accordi di libero scambio con l’insieme dell’Unione Europea: a quanto pare, scrive il “Times”, Bruxelles ha capito che non e’ nell’interesse dell’Ue bloccare i possibili futuri accordi commerciali della Gran Bretagna con paesi come il Giappone o la Corea del Sud. Buone notizie insomma per la Brexit, un passo avanti che e’ un segnale positivo verso un buon accordo tra Ue e Gran Bretagna; ma il governo britannico resta molto prudente sulla questione e una fonte governativa ha detto al “Times” che nonostante tali concessioni restano diverse ambiguita’ che devono ancora essere chiarite.

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Guerra di spie, la Francia sfida la Gran Bretagna sulle sanzioni alla Russia

15 mar 11:00 – (Agenzia Nova) – Tutti i giornali britannici oggi giovedi’ 15 marzo dedicano gran parte delle loro prime pagine e molte pagine interne alle conseguenze delle sanzioni che la Gran Bretagna ieri sera ha deciso di adottare contro la Russia, come rappresaglia per il tentato assassinio dell’ex spia sovietica Sergei Skripal e di sua figlia Yulia avvenuto una decina di giorni fa nella citta’ di Salisbury. La premier britannica, Theresa May, ha decretato l’espulsione di 23 diplomatici russi di stanza a Londra e la sospensione di tutti i contatti bilaterali ad alto livello tra Gran Bretagna e Russia; e prepara ulteriori sanzioni mentre sta raccogliendo l’appoggio degli alleati occidentali. In un agitato dibattito che si e’ svolto ieri notte a New York al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, gli Stati Uniti hanno gia’ dichiarato di condividere le accuse lanciate dalla Gran Bretagna, secondo cui solo la Russia potrebbe essere dietro l’utilizzo dell’agente nervino utilizzato per avvelenare l’ex agente segreto sovietico Sergei Skripal, passato all’Occidente agli inizi degli anni ’90 e rifugiatosi appunto in territorio britannico. Tuttavia il fronte occidentale e’ tutt’altro che compatto, anzi: e il quotidiano “The Times” infatti apre la sua prima pagina odierna con la notizia che la Francia ha sfidato apertamente le sanzioni britanniche contro la Russia. Il portavoce del presidente francese Emanuel Macron, Benjamin Griveaux, in una conferenza stampa tenuta sempre ieri a Parigi ha deriso le sanzioni anti-russe, definendo “fantasie politiche” le accuse che la premier Theresa May ha rivolto al Cremlino; secondo il governo francese, infatti, tali accuse non sarebbero ancora state provate. Successivamente nella tarda serata di ieri il palazzo presidenziale francese ha cercato di smorzare la polemica, con un comunicato in cui denuncia la gravita’ del tentato assassinio di Sergei Skripal avvenuto in territorio britannico; ma ad ogni modo il comunicato dell’Eliseo ha ribadito che il governo francese non adottera’ alcuna misura contro la Russia, almeno finche’ le accuse contro il Cremlino non verranno provate da un’inchiesta indipendente condotta dalle Nazioni Unite. Seguendo l’esempio della Francia, in Italia anche il leader della Lega Matteo Salvini ha detto di ritenere una “fake news” l’accusa al governo del presidente russo Vladimir Putin di essere coinvolto nella vicenda: la posizione francese dunque, scrive il “Times”, e’ un grave colpo alla necessita’ della premier May di raccogliere il consenso e l’appoggio di tutti i paesi alleati in questo scontro con la Russia. Uno scontro che sembra essere solo all’inizio e che rischia di trasformarsi in una crisi internazionale alimentata da rappresaglie e contro-rappresaglie, come dimostrano le minacce in tal senso espresse da uno stretto collaboratore del presidente russo Vladimir Putin: Evgeny Primakov, il portavoce del leader del Cremlino nell’attuale campagna elettorale presidenziale in Russia, ha dichiarato che le relazioni tra il suo paese e la Gran Bretagna ora si stanno avviando a diventare “piu’ pericolose che durante la Guerra fredda”.

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Germania, il giuramento del cancelliere Merkel

15 mar 11:00 – (Agenzia Nova) – Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha prestato giuramento ieri davanti al presidente del Bundestag Wolfgang Schaeuble (entrambi cristiano democratici Cdu), avviando cosi’ formalmente un nuovo mandato alla guida del governo. “Giuro che dedichero’ i miei sforzi al bene del popolo tedesco, per promuovere il suo benessere e proteggerlo, di rispettare la Legge fondamentale e le leggi della Federazione e difenderla, di esercitare le mie funzioni con coscienza, e rendere giustizia a ogni volonta’”, ha detto Merkel nel Bundestag, concludendo: “Che Dio mi aiuti”. In precedenza Merkel era stata nominata dal Presidente federale Frank-Walter Steinmeier per il suo quarto mandato. Il Parlamento l’aveva eletta cancelliere per la quarta volta mercoledi’ mattina, con 364 voti, nove in piu’ del minimo richiesto. 35 membri della coalizione hanno votato contro Merkel avvalendosi dello scrutinio segreto. Il presidente federale Frank-Walter Steinmeier ha anche nominato i 15 membri del nuovo gabinetto del cancelliere con una cerimonia al Castello di Bellevue. Sorpresa per i voti di dissenso si e’ detta la leader socialdemocratica Andrea Nahles (Spd). Soddisfatto, invece, il cristiano democratico Volker Kauder (Cdu), cosi’ come il ministro dei Trasporti designato, il cristiano sociale Andreas Scheuer (Csu), che ha glissato: “non e’ un cattivo risultato”. Secondo il vice presidente dell’Fdp, il liberale Wolfgang Kubicki, tuttavia, il voto dimostra che “la grande coalizione e’ in realta’ una piccola coalizione”. Alcuni parlamentari dell’Spd avevano gia’ dichiarato pubblicamente che non avrebbero votato la Merkel, ma alcuni dei voti contrari sono certamente provenuti dall’Unione di centrodestra. Che ce ne siano cosi’ tanti non e’ un buon segno per la coalizione, ha dichiarato il politico dell’Fdp.

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Francia, il malcontento dei pensionati per l’aumento dei costi della previdenza

15 mar 11:00 – (Agenzia Nova) – I pensionati francesi scendono oggi in strada per protestare contro l’aumento della Csg, il contributo sociale generalizzato che finanzia la previdenza sociale. Ne parla la stampa francese, secondo la quale il presidente della Repubblica, Emmanuel Macron, “comincia a moltiplicare i malcontenti”. Durante la campagna elettorale, Macron aveva promesso la soppressione in busta paga dei contributi per la disoccupazione e l’assistenza sanitaria. Una misura che e’ stata compensata da un aumento di 1,7 punti della Csg. Secondo il portavoce del governo, Benjamin Griveaux, si tratta di uno sforzo che permette ai piu’ anziani “di tendere la mano alla generazione piu’ giovane”. Il quotidiano nota che la Csg e’ aumentata a gennaio ma molti hanno beneficiato della soppressione della tassa d’abitazione. “Si lamentano, e’ la Francia” ha detto il presidente Macron durante una visita a Tours, rispondendo alle proteste di alcuni cittadini. Davanti alle telecamere il titolare dell’Eliseo si e’ lanciato in un esercizio di “pedagogia” per spiegare la sua riforma. “Vi chiedo un piccolo sforzo per coloro che lavorano” ha detto Macron ai suoi interlocutori, ricordando che il 40 per cento dei pensionati sara’ esente dall’aumento della Csg.

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Francia, crescita all’1,9 per cento nel 2019

15 mar 11:00 – (Agenzia Nova) – La Banca di Francia punta a una crescita del paese dell’1,9 per cento nel 2018. Lo scrive “Les Echos”, sottolineando che l’istituto ha aumentato di due decimi le sue previsioni. Una dinamica che dovrebbe confermarsi anche nel 2019, attestandosi all’1,7 per cento, e nel 2020, arrivando all’1,6 per cento. Il quotidiano economico scrive che “tutti i motori di attivita’” resteranno accesi e la crescita francese non sara’ frenata dal commercio esterno grazie alle esportazioni nel 2018. Tuttavia, queste subiranno una battuta d’arresto nel biennio 2019-2020 a causa di una congiuntura meno favorevole. Sul fronte dell’impiego, il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere fino ad arrivare al 7,9 per cento nell’ultimo trimestre del 2020 toccando il livello piu’ basso dal 2008. Nel quarto trimestre del 2017 era all’8,9 per cento contro il 9,6 per cento previsto. La creazione di nuovi posti di lavoro, che nel 2017 si e’ rivelata particolarmente “sostenuta”, dovrebbe rimanere “dinamica” mantenendosi su un ritmo compreso tra +180mila e +200mila all’anno. Nel 2018 l’inflazione e’ prevista all’1,6 per cento di media dopo l’1,2 per cento dell’anno scorso.

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Heiko Maas, la Germania avra’ una politica estera responsabile

15 mar 11:00 – (Agenzia Nova) – Il nuovo ministro degli Esteri tedesco, il socialdemocratico Heiko Maas, ha dichiarato che il paese sara’ all’altezza della sua crescente responsabilita’ nel mondo. La politica estera tedesca continuera’ ad essere guidata da una bussola basata sui principi della democrazia, i trattati della Ue, il diritto e le istituzioni internazionali, ha detto il ministro. Una delle intenzioni espresse da Maas e’ di lavorare per una soluzione alla crisi ucraina. “L’annessione illegale della Crimea da parte della Russia e l’aggressione in corso contro l’Ucraina non possono essere accettate”, ha dichiarato il ministro neoinsediato. La Germania insistera’ sul rispetto dell’accordo di cessate il fuoco di Minsk. “E’ vero: la Russia e’ e rimane il piu’ grande vicino dell’Europa. Abbiamo bisogno di canali costruttivi di dialogo, su tutti i livelli possibili e con la dovuta serieta’ da entrambe le parti. Ma se la Russia si isola sempre piu’, persino contro di noi in Occidente, potremmo pentirci. In ogni caso, sta cambiando la realta’ della nostra politica estera”, ha sottolineato. Per prima cosa Maas ha in programma una breve visita a Parigi. L’Europa, ha ribadito il collega di partito e ex Ministro che lo ha preceduto, Sigmar Gabriel, deve iniziare a fare maggiormente affidamento su se stessa. In particolare Gabriel s’e’ detto preoccupato dalle recenti dichiarazioni del Presidente Trump sulle questioni commerciali e circa l’accordo sul nucleare con l’Iran.

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