Riforma telecom, appello delle telco alla Ue ‘Troppe regole un danno per 5G e sviluppo fibra’

Nuovo appello dei maggiori operatori Tlc all’Unione Europea, fra cui Tim, Deutsche Telekom e Orange, per spingere la riforma del quadro regolatorio del mercato attraverso il nuovo Codice delle Comunicazioni Elettroniche e la regolazione ePrivacy a favore di maggiori investimenti in nuove regole e meno lacci regolatori per raggiungere gli ambiziosi obiettivi dell’agenda digitale.
Da tempo gli ex incumbent chiedono meno regole e più incentivi per affrontare gli investimenti necessari alla realizzazione delle nuove reti ultraveloci (fibra e 5G) su cui peraltro Bruxelles punta per rilanciare l’economia dell’Unione e rinverdire i fasti del 2G e del 3G, quando l’Europa primeggiava a livello globale nel mobile.
L’appello dell’Etno, analogo a quello scorso mese di ottobre, arriva in concomitanza con il consiglio dei ministri europei sulle telecomunicazioni di oggi, e ribadisce il concetto da tempo sostenuto dall’associazione: per far crescere gli investimenti in nuove reti e dare ossigeno all’innovazione “l’aumento della pressione regolatoria” rappresenta un “approccio superato” all’innovazione digitale, con il rischio di danneggiare lo sviluppo del 5G, la diffusione della fibra e la scelta dei consumatori.
Secondo l’Etno, gli investimenti in 5G e la fibra dovrebbero restare al centro della discussione sul tavolo della politica europea, La riforma del mercato telecom preoccupa, perché secondo Etno le policy in discussione per il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche “deprimono gli investimenti”.
Per questo, è importante invece tornare alla proposta iniziale della Commissione, che è stata “annacquata in modo aggressivo” secondo l’Etno, secondo cui in questo modo mancano stimoli all’investimento da parte degli operatori alternativi, incentivati a rallentare gli investimenti in vista di offerte di accesso regolate.
Nel contempo, anche gli operatori che detengono le reti non investono quanto potrebbero perché i ritorni sono artificialmente annullati dalla regolazione wholesale.
Secondo l’Etno, inoltre, gli incentivi agli investimenti devono valere per tutti gli operatori, indipendentemente dal fatto che si tratti di fornitori wholesale only o verticalmente integrati.

L’altro tasto dolente per l’associazione riguarda la mancanza di certezze sulla durata delle licenze spettrali necessarie per il 5G. Revisioni a termine o durate limitate proposte dai legislatori sono “interpretate dai mercati come un deterioramento dell’attuale situazione”.
Secondo l’Etno, anche il principio della dominanza condivisa, come proposto dal Consiglio, non è compatibile allo scopo di progettare le nuove regole del mercato europeo delle Tlc. In altre parole, il concetto di dominanza congiunta secondo l’associazione andrebbe contro il principio fondamentale della concorrenza regolata proprio del settore.
L’aggiunta di nuove regolazioni sui prezzi reta sulle chiamate intra Ue sarebbe infine ingiustificata, considerata l’ampia diffusione della telefonia VoIP gratuita.

La regolazione ePrivacy, infine, dovrebbe basarsi sulla confidenzialità delle informazioni e dei dati dei clienti. Per questo, la nuova regolazione ePrivacy dovrebbe essere assolutamente in linea con la nuova regolazione Ue sulla data protectiuon (GDPR) che entrerà in vigore a maggio del 2018.

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