Rinnovabili per potenziare l’industria UE. Record eolico ad inizio anno

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All’alba del primo gennaio 2018, in Germania, le fonti energetiche rinnovabili sono riuscite a coprire l’intero fabbisogno nazionale di elettricità. Grazie ad una minore domanda dovuta alla festività e ai forti venti della perturbazione Eleonor in corsa sull’Europa occidentale, sul territorio tedesco il vento da solo ha soddisfatto quasi il 60% del consumo di elettricità.

 

Tutta la prima settimana di gennaio, in Europa l’eolico ha segnato diversi record, secondo quanto riportato da WindEurope, con 2128 GWh generati, sufficienti a fornire elettricità pulita a 215 milioni di abitazioni.

Oltre la Germania, che ha fissato probabilmente un nuovo record, anche altri Paesi hanno registrato ottimi risultati con il vento: in Danimarca l’eolico ha prodotto il 48% dell’elettricità nazionale, in Spagna il 37%, in Austria il 32%, in Olanda il 23%, più lontana l’Italia con il 14%.

 

Ancora lunedì scorso 8 gennaio l’eolico riusciva a coprire il 12,3% del fabbisogno di energia elettrica in tutta Europa, con la possibilità di supportare il 43% del consumo energetico industriale.

 

A riguardo, stamattina a Bruxelles, si è tenuta la prima riunione di alto livello del Forum dell’UE per l’energia pulita, l’innovazione e la competitività industriale. L’evento si è aperto con l’intervento del Commissario per l’Azione per il clima e l’energia, Miguel Arias Cañete, che ha ribadito la volontà di consolidare la base industriale per le energie rinnovabili nell’UE e ottenere il sostegno dell’industria per sfruttare le opportunità di crescita offerte dalla transizione verso l’energia pulita.

 

All’incontro, si legge in una nota dell’UE, hanno preso parte oltre 20 amministratori delegati e leader del settore, comprese piccole e medie imprese, e rappresentanti di organizzazioni internazionali. Il confronto è stato incentrato sul tema delle modalità per rafforzare la competitività della catena del valore dell’industria dell’UE nel settore delle energie rinnovabili e sul ruolo della ricerca, dell’innovazione e della politica commerciale.

 

Oggi il 40% dell’energia primaria consumata dall’industria è coperto dal gas naturale e circa un altro 40% dal petrolio. Le attività industriali generano inoltre circa il 26% delle emissioni inquinanti di diossido di carbonio (CO2).

Un più equilibrato mix energetico di fonti esclusivamente rinnovabili potrebbe migliorare di molto questa situazione, diminuendo i costi, garantendo l’efficienza e tagliando la spesa legata all’inquinamento.

Si stima che il sole potrebbe da solo integrarsi in questo mix energetico coprendo oltre il 33% della domanda entro il 2030.

 

Tra il 2020 ed il 2030, secondo WindEurope, il contributo dell’eolico al PIL dell’Unione europea potrebbe essere calcolato tra i 41 ed i 90 miliardi di euro.

 

A margine del Forum di stamane, il Commissario per l’Azione per il clima e l’energia ha annunciato che il 22 e 23 febbraio 2018, durante le Giornate dell’industria dell’UE, sarà organizzato un evento pubblico con tutte e tre le sezioni del forum industriale per l’energia pulita.

 

Questo evento servirà anche da trampolino per affermare la leadership industriale dell’UE nel settore delle tecnologie energetiche a ridotte emissioni di carbonio, che sarà oggetto della IX riunione ministeriale sull’energia pulita e della III riunione di Mission Innovation, previst rispettivamente a Malmö e Copenaghen la settimana del 22-25 maggio 2018.

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    Parlamento UE domani vota nuova direttiva 2020-2030
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    Le fonti energetiche rinnovabili (Fer) nell’Unione europea

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