Sos Energia. Conguaglio sbagliato, come chiedere il rimborso?

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Il conguaglio della bolletta dell’energia elettrica o del gas naturale viene indicato nelle bollette con la voce “ricalcoli”. Nonostante il cambio di nomenclatura, le caratteristiche del conguaglio non cambiano. Quando si registra una differenza tra i consumi stimati, fatturati in bolletta, ed i consumi effettivi dell’utente, infatti, il fornitore di energia provvede a richiedere un conguaglio.

 

Nel caso in cui vi sia un errore nel calcolo del conguaglio della bolletta ma la stessa sia già stata pagata sarà necessario richiedere un rimborso della somma versata. Per richiedere il rimborso di un conguaglio sbagliato è sufficiente seguire una semplice procedura che permetterà all’utente di ottenere la cifra pagata in eccesso. E’ importante sottolineare che per le bollette con scadenza a partire dal mese di marzo del 2018, la prescrizione dei pagamenti delle fatture passate è stata ridotta a 2 anni.

 

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Prima di illustrare il procedimento per richiedere il rimborso legato ad un conguaglio errato, ricordiamo che chi deve effettuare una voltura o un subentro per quanto riguarda una fornitura energetica, luce o gas, può consultare le guide di SosTariffe.it per voltura e subentro che offrono una panoramica completa su queste due procedure con un’analisi dettagliata dei costi e dei tempi tecnici per completare tutti ii passaggi richiesti dalla normativa.

 

Torniamo ora al caso illustrato in apertura. Per richiedere il rimborso di un conguaglio sbagliato è necessario inviare un reclamo scritto. Prima di procedere alla richiesta scritta, in ogni caso, può essere buona norma contattare il servizio clienti del fornitore al fine di ottenere tutte le informazioni relative al conguaglio stesso. Il reclamo scritto va inviato tramite raccomandata all’ufficio competente. In questo caso, le informazioni sull’indirizzo a cui inviare la raccomandata possono essere richieste al servizio clienti. Tali informazioni sono disponibili anche sulla bolletta.

 

Il fornitore a cui si è inviato il reclamo ha l’obbligo di rispondere al cliente entro 40 giorni dalla data di ricezione effettiva della raccomandata. L’eventuale rimborso relativo ad un conguaglio errato va accreditato sulla prima bolletta utile successiva alla risposta da parte del fornitore di energia. Nel reclamo vanno specificati i dati anagrafici dell’intestatario della fornitura e tutti i dati relativi alla fornitura stessa. E’ fondamentale inserire tutte le informazioni richieste in modo corretto e preciso. Anche un solo piccolo errore potrebbe invalidare tutto il procedimento. Prima di inviare la raccomandata, quindi, è buona norma verificare la correttezza dei dati inseriti.

 

A completare la richiesta scritta ci dovranno essere tutte le informazioni relative al problema riscontrato con il conguaglio sbagliato della bolletta e, se possibile, una coppia della bolletta stessa in cui viene illustrato l’errore effettuato dal fornitore. E’ importante inserire nel reclamo il codice POD, se si tratta di una fornitura di energia elettrica, o il codice PDR, se si tratta di una fornitura di gas, oltre naturalmente al codice cliente. Tutte queste informazioni sono disponibili su di una precedente bolletta.

 

Nel caso in cui il reclamo non porti ad un rimborso, il cliente ha la possibilità di avviare una conciliazione. In questo caso è consigliabile farsi affiancare da un’associazione dei consumatori o da uno Sportello dell’Autorità per l’energia che potrà fornire tutte le informazioni dettagliate sul processo di apertura di una conciliazione che rappresenta l’ultimo passaggio per risolvere il problema nato da un conguaglio errato prima di dover far ricorso ad un’azione legale.

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